Il riso proveniente dalla mietitura viene rovesciato in un’apposita fossa, da dove una coclea lo porta al pulitore.

Il riso proveniente dalla mietitura viene rovesciato in un’apposita fossa, da dove una coclea lo porta al pulitore.
In questo periodo, in tutte le aziende risicole, si sentono girare giorno e notte gli impianti di essiccazione. Il riso raccolto in campo, presenta alti livelli in percentuale di acqua (anche oltre il 20%). Le operazioni di essiccazione servono per ridurre l’umidità del riso, fino a valori intorno al 13 – 14%. L’impianto nella foto, acquistato nel 1999, è capiente e funzionale.
Come si può notare nella foto, il posto guida è scoperto. Ai tempi dell’acquisto (1982) molte mietitrebbiatrici non erano dotate d i cabina, perché riduceva molto la visibilità. Le cabine moderne garantiscono invece una notevole visibilità. L’inconveniente principale dovuto all’assenza della cabina, sono le polveri che si liberano dalla barra falciante in quanto sono notevolmente fastidiose e provocano prurito.
La foto illustra la mietitrebbiatrice Laverda M152R, acquistata da mio padre nel lontano 1982 ed ancora perfettamente funzionante e mediamente produttiva. Si tratta di una macchina decisamente solida, di concezione italiana. Erano altri tempi, ora ci scordiamo macchine così longeve. Ad utilizzarla sono quasi esclusivamente io.
Sabato 1 Ottobre, siamo nel bel mezzo della mietitura, oggi si taglia il riso Loto. In alto, sopra la mietitrebbiatrice, il monte Mucrone (2335 m di altezza) con dietro il Mars (2600 m).